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I gusti della Basilicata: la zucca lunga

Le ferie son finite. Sveglia, agenda, vita frenetica ci accompagneranno per i prossimi mesi.

C’è qualcosa però che allieterà il mio ritorno alla routine: si tratta del ricordo dei gusti che ho assaporato durante questa vacanza in Lucania.

Conoscete la “cuccuzza logna” o zucca lunga?

zucca lunga

Beh chi frequenta la zona del materano in estate non sentirà parlare d’altro. E’ uno dei piatti della  tradizione grastonomica estiva.

C’è chi la fa con le polpette di pane, chi con la trippa…ma io preferisco la versione con le patate.

Qui di seguito propongo la ricetta per tutti quelli che riuscissero ad acquistarla anche al di fuori della Basilicata:

Ingredienti:

1 Zucca lunga

2 Patate

½  Cipolla

2 Pomodorini

½ Dado

Olio, Sedano e basilico

Procedimento:

Sbucciare la zucca, togliere i semini interni e tagliarla a cubetti. Pelare le patate e tagliarle a cubetti. Far soffriggere la cipolla tagliata a fette con l’olio e i pomodorini, aggiungere qualche fogliolina di sedano tagliato a dadini. Trascorsi pochi minuti aggiungere la zucca e le patate. Continuare la cottura (se volete potete anche aggiungere del dado) per una ventina di minuti e prima di servirla aggiungere qualche fogliolina di basilico fresco.

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Uno-due-tre VIA!

E’ tempo di vacanze. E’ tempo di viaggi e per molti è tempo di libri.

Qualcuno approfitta delle vacanze per leggere, altri invece cercano l’ispirazione del viaggio in alcuni libri.Qui di seguito vorrei proporre alcuni libri che hanno come tema l’esperienza di viaggio con i diversi mezzi di trasporto…e allora… uno-due-tre-si paaaaarte!

Viaggio a piedi: “L’ Italia a piedi: 1802” di Johann Gottfried Seume. Una passeggiata – a piedi – che lo scrittore tedesco ha fatto da Rostock a Siracusa. Nel racconto non manca un’acuta denuncia sociale al costume e spesso anche al malcostume italiano.

Viaggio in moto: ”La Cina in moto” di Giorgio Bettinelli. Il grande esperto di viaggi in moto Bettinelli questa volta percorre 39.000 chilometri per visitare un paese le cui trentatré realtà geografiche compongono l’immenso mosaico cinese.

Viaggio in camper: “In viaggio contromano” di Michael Zadoorian è una storia dolce-amara di due anziani coniugi: Ella ha più problemi sanitari di un paese del Terzo mondo, John non ricorda come si chiama sua moglie, ma insieme “formano una persona intera”. E allora? Si parte e stop. Sul loro camper – un vecchio Leisure Seeker – e attraversano l’America da Est a Ovest. Partendo da Detroit, puntano dritti a Disneyland, lungo la mitica Route 66. Un vero e proprio viaggio contromano.

Viaggio in treno: “Un treno fantasma verso la Stella dell’Est” di Paul Theroux. L’autore – un insaziabile viaggiatore in treno – riporta la testimonianza di un’epoca in continua trasformazione, un viaggio nel tempo attraverso i luoghi visitati in Europa e Asia. E’ una saggia mescolanza di politica, geografia, storia e letteratura, con le emozioni e le difficoltà del viaggio, a volte eccentrico in alcune fasi del racconto, ma sempre molto leggibile e interessante. Una brillante cartolina  letteraria.

Viaggio in barca: “La passeggiata da Rostock a Siracusa” di Friedrich C. Delius. Il giovane protagonista – cittadino della DDR – a scuola aveva letto la passeggiata di Seume e da allora vive nella speranza un giorno di poter partire anche lui, sulle tracce del suo concittadino e arrivare a Siracusa. Tenta quindi la fuga dalla cortina con una barca e poi…ecco la storia del primo (e ultimo) turista del blocco sovietico

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Oslo chiama – Alessandria d’Egitto risponde

Ma cosa unisce queste due città? Non certo le tradizioni o il clima, tanto meno la cultura o l’architettura…o forse non del tutto. A me piace immaginare una sottile linea architettonica che parte dal dal Mare del Nord, arriva al Mediterraneo per poi ritornare al Mare del Nord

Chi ci è stato però riuscirà a dare subito la risposta.  Al turista e al viaggiatore non sarà certo sfuggito di visitare i due luoghi simbolo di queste città: la biblioteca alessandrina e l’Opera Haus di Oslo.  Ebbene, le due opere straordinarie sono progettate dallo studio norvegese Snøhetta.

In entrambi i casi si tratta di opere che si affacciano e emergono imponenti dall’acqua, da quel mare artico o mediterraneo che sia, ma che è tanto caro ai suoi abitanti

Biblioteca alessandrina – ALESSANDRIA D’EGITTO

Opera House – OSLO

Se la Biblioteca di Alessandria – inaugurata nel 2002 – è stata costruita sull’ultimo lembo che la città è riuscita a strappare al mare, l’Opera House – inaugurata nel 2008 – invece rappresenta una sorta di “frammento di pack artico” – come lo stesso studio di architetti definisce l’opera.

Si tratta di progetti pluripremiati e che nel corso degli anni stanno ricevendo consenso favorevoli da parte della critica di tecnici, dei cittadini e dei turisti. A mio parere due progetti a dir poco INCREDIBILI…passeggiare sulle amie rampe esterne del teatro norvegese o percorrere i sette livelli terrazzati della immensa sala lettura della Biblioteca egiziana è stata davvero un’esperienza unica.

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Mauritius e l’onnipresente DODO

Mauritius è una splendida goccia nell’oceano indiano, isola dell’arcipelago delle Marcarene indipendente dal 1968.

L’isola è famosa per le colture intensive di canna da zucchero, per la pacifica convivenza tra diverse etnie (cinesi, indiani, arabi e europei) ma anche e soprattutto per il Dodo.

Si tratta dell’animale endemico dell’isola ma estinto nel 17. sec e da allora è scoppiata la dodo-mania… all’animale sono dedicati musei, piazze, scuole, ma non solo. È presente nello stemma della birra nazionale, nello stemma della nazione e…persino nel timbro del visto di ingresso nell’isola.

L’isola merita davvero un viaggio…

un’esperienza unica per visitare le terre dai 7 colori di origine vulcanica di Chamarel,

degustare i 14 tipi diversi di zucchero della fabbrica di zucchero di Pamplemousee

o vedere lo straordinario giardino botanico sempre a  Pomplemousse (37 ettari di giardini con 600 specie di piante indigene)

oppure godersi il tramonto dalla chiesa rossa di Cape Malheureu

per non parlare dei coloratissimi tempi indiani

e scoprire i diversi modi di reinterpretare il Dodo…

Perchè consiglierei una vacanza sull’isola Mauricius? Intanto per la relativa vicinanza senza troppo jet leg (solo 2 ore di fuso orario), poi per la commisitione di popoli e tradizioni – nella capitale Port Louis si alternanon in pochi metri templi induisti, a luoghi sacri ai cinesi o moschee e chiese cattoiliche; infine il clima in questa stagione, caldo ma non afoso…ideale per un soggiorno di mare, ma anche per poter girare alla scoperta delle bellezze dell’isola e dei DODO naturalmente

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I suoni della Montagna

I suoni delle Dolomiti – inizia sabato 30 Giugno la rassegna che non richiede molte spiegazioni ma solo una grande passione per la buona musica e le Dolomiti. Concerti “en plen air” con sfondo uno scenario da sogno

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AFA = Acqua, Frutta, Austria

acqua fruttata

Caldo, picco di afa, valori massimi negli ultimi 150 anni… è vero in questi giorni da nord a sud in Italia siamo accomunati da questa bolla di aria calda che lascia tutti senza fiato… e allora quale rimedio migliore per bere tanto

I consigli si sprecano e i rimedi abbondano, e non posso esimermi da farlo anche io.

Mi permetto di proporre una bevanda dissetante, che per chi come me non ama particolarmente i succhi di frutta può essere una gustosa alternativa all’acqua semplice. Un bevanda gradevole alla vista e al sapore, molto poco calorica e molto poco alcolica.

  • riempire una caraffa con dell’acqua fresca,
  • inserire uno spiedino con della frutta
  • aggiungere eventualmente un quarto di bicchiere di prosecco per dare un gusto più “deciso”

Dopo una decina di minuti di immersione in acqua la frutta rilascia il suo sapore e il gusto è assicurato.

E che c’entra l’Austria nell’acronimo AFA? Ecco spiegato.

Certo sorrido poiché mi viene in mente il luogo e la stagione in cui ho bevuto più di qualche bicchiere di questa bevanda. Immaginate la scena: è Febbraio, sono Innsbruck e la città è coperta da un manto di neve fitto e fisso. Eppure qualcosa di dissetante era proprio quello che mi ci voleva. Eh si, proprio così, bevanda fresca dissetante sotto una nevicata in Tirolo! Questo è quello che offrivano in un negozio della azienda bavarese WMF per invitare all’acquisto di una splendida caraffa  nel centro commerciale “Kaufhaus Tirol” nella centrale  Maria Theresien Strasse

Vi assicuro che la bevanda dissetante era necessaria se non fondamentale. Mi capirà meglio chi è abituato a frequentare le abitazioni e i luoghi pubblici austriaci. Mentre fuori comanda il generale inverno, e in molte zone si raggiungono temperature proibitive, all’interno non si va mai al di sotto dei 28°…quindi  uno sbalzo di temperatura scioccante tra interno ed esterno.

Chi sa, forse andando ora nello stesso negozio, per effetto contrario data l’azione esagerata dei climatizzatori proporranno tisane calde…quasi quasi vado a dare un’occhiata nei prossimi giorni!

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Innsbruck e dintorni: l’abbazia di Stams

Quante volte sono stata a Innsbruck? Innumerevoli. Almeno quattro volte l’anno da una quindicina di anni a questa parte…eppure non si finisce mai di scoprire nuovi angoli incantevoli. Mi riferisco all’Abbazia di Stams

Si trova a 35 di chilometri a ovest del capoluogo del Tirolo ed è facilmente raggiungibile con l’autostrada senza pedaggio E60 in direzione Garmisch; per noi non-austriaci va acquistata al confine italo-austriaco la Vignette – il bollino rosso prepagato – che consente di percorrere le autostrade austriache da Innsbruck sud in poi.

per info e costi:  http://www.tolltickets.com/country/austria/vignette.aspx?lang=it-IT

L’autostrada percorre l’ampia vallata dell’Inn fino a Telfs, si procede quindi per pochi chilometri su una strada provinciale e giunti a Stams sul lato destro si vede chiaramente l’imponente abbazia.

Lo stemma del comune mostra nel lato sinistro una sbarra scaccata rosso-argento su sfondo nero. Questa sbarra deriva dall’arma dell’abbazia di Stams. La parte destra dello stemma ritrae invece una foglia ed una ghianda, un simbolo per il querceto, monumento naturale sul territorio comunale.

Il monastero cistercense di Stams è stato fondato nel 1273 ma successivamente è stato notevolmente rimaneggiato in

 

stile barocco.  Già nel 1273 Mainardo II di Gorizia-Tirolo, assieme a sua moglie Elisabetta di Baviera, decreta di fondere l’abbazia

Questo fatto fece diventare Stams un centro spirituale e culturale di rilievo dell’intera regione del Tirolo.

Entrando nella chiesa, si nota la cancellata delle Rose, capolavoro in ferro battuto del 1716. Per la realizzazione di ogni singola rosa ci sono volute 120 ore di lavoro. Si procede poi verso la balaustrata della navata, sotto la quale riposano i principi sovrani del Tirolo.
L’altare maggiore ospita un eccezionale l’albero della vita. Opera straordinaria degli artigiani tirolesia realizzazione di ogni singola rosa ci sono volute 120 ore di lavoro. Si procede poi verso la balaustrata della navata, sotto la quale riposano i principi sovrani del Tirolo.

Potrete visitare anche la sala di rappresentanza, dedicata a San Bernardo, e il museo, con una selezione di oggetti preziosi

Ma non dimenticate una visita alla cantina. I monaci di Stams sono famosi per le grappe di noci e mele cotogne oltre che per il pane cotto a legna tre giorni in settimana.

Una visita merita davvero…

Per info e prenotazioni (sito in tedesco e in inglese) http://www.stiftstams.at/