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Tango-tour a Buenos Aires

Il tour inizia dalla lettura del romanzo di Lisa Osorio – Lezioni di tango nel mese di marzo. Appena ho finito di leggere il romanzo è partito “lo studio di fattibilità” su un viaggio a Buenos Aires. Dopo aver cercato un po’ in internet e lasciato perdere le voci di quanti ci sconsigliavano un viaggio così lontano per soli 8 giorni, abbiamo prenotato tutto comodamente da casa: volo, albergo, lezioni private di tango e biglietti di spettacoli. Poi siamo passasi alla fase due: accaparrarsi tutte le guide turistiche disponibili.

Ottimo. Tutto pronto. Si parte.

Volo il 4 aprile da Venezia alla vota di Buenos Aires. Dopo aver fatto scalo a Madrid e aver sorvolato la città di Buenos Aires per due ore a causa di una tormenta in corso sulla capitale (tormenta che ha provocato ben 15 vittime e diversi danni) siamo finalmente arrivati in tarda serata nella “capital federal” come la chiamano comunemente gli argentini.

Pernottamento in un graziossissimo e modernissimo Apparthotel – monolocale soppalcato con 2 bagni a disposizione – nel quartiere di San Telmo. La scelta del quartiere è stata dettata dal fatto che nella zona, così tanto amata dai turisti perché vi si respira un’atmosfera da “tangopoli”, abbiamo anche preso contatto – dall’Italia – con una scuola di tango per delle lezioni private individuali con una coppia di ballerini. Che dire…la scelta è stata indovinata. Un grazie a Pablo e Daiana, 🙂  i nostri maestri, che con pazienza, professionalità e simpatia ci hanno introdotto in questo ballo. Indovinata anche la scelta dell’orario: dalle 10.00 alle 11.00 tutti i giorni.

Alle 11.00 quindi, posate le scarpe da ballo in hotel, iniziava la nostra esplorazione alla città. Nel nostro tango-tour non potevamo certo tralasciare la visita al Caminito, il vicolo con le case di lamiera colorate dagli immigrati genovesi nel quartiere la Boca. Altro luogo è stata la “esquina Gardel” che parte dalla fermata del Subte (la metropolitana) intitolata al famoso cantante, passa per la stradina di Zelaya con le case decorate con filete, murales e statue che venerano l’icona gardeliana, per culminare nella piccola ma accurata casa museo di Carlos Gardel.

Ma un vero tangonauta non può certo tralasciare almeno altri due luoghi sacri: la Confiteria Ideal e il Caffè Tortoni con la annessa – seppur indipendente – accademia del tango. E la sera? Cosa si fa? Tango naturalmente! Non solo frequentato luoghi simbolo come “El Beso” e “La escuela argentina di Tango” ma abbiamo visto anche due straordinari spettacoli di tango presso il Centro Cultural Borges e… ballato alla milonga della “Milongita”. Beh che dire, qui abbiamo respirato un’aria d’altri tempi… sembrava di essere negli anni ’50. E poi ci siamo resi conto che quello che si dice a proposito del galateo del tango è proprio tutto vero e viene ancora praticato. Tutto inizia con la mirada lo scambio di sguardi tra uomo e donna, con i quali ognuno cerca di far capire all’altro che gli farebbe piacere ballare assieme. Una volta che l’uomo è certo che la mirada sia rivolta a lui, mette in atto il cabeceo, un piccolo movimento con la testa con il quale l’uomo invita la donna a ballare. Si tratta di un’usanza ancora presente nelle milonghe tradizionali, che permette all’uomo di invitare una dama a distanza, senza quasi farsi notare, dopo essersi assicurato che la donna stesse guardando proprio luiAnche lo shopping è stato tango-dipendente…è inutile dire che abbiamo comprato ben tre paia di scarpe da tango nella tematica strada Calle Suipacha, spartiti e metodi per chitarra alla Biblioteca del Musico in Calle Talcahuano – la strada dedicata agli strumenti musicali – ma abbiamo anche comprato stampe ispirate al tango di pittori quotati e … una stampa della coppia Merge e Homer Simpson che ballano il Tango 🙂

Colonna sonora del viaggio? Gotan project all’andata e … dolce scoperta a Buenos Aires il cd Amores Tango di Orquesta de Carnaval…date un’occhiata qui http://www.amorestangos.com/

Ma voi vi chiederete…avete vissuto di solo tango? Non proprio e non solo! Dal tour originario si è staccato una costola…anzi una costoletta di vitello…avete già capito a cosa alludo! Ebbene si, abbiamo fatto anche un parrilla tour (ma questo è un capitolo e quindi un post a parte!) e quindi mangiato grigliate di carne, carne alla griglia e poi ancora carne arrosto sia a pranzo che a cena e  bevuto Quillmes a litri…eh si proprio a litri visto che a ogni pasto ordinavamo una bottiglia da litro della famosa birra nazionale.

Siamo stati solo 8 giorni e abbiamo vissuto intensamente questo viaggio a tema. Abbiamo avuto diverse occasioni per parlare con i porteṅos  e abbiamo scoperto che è un popolo incredibilmente caloroso e affettuoso ma mai eccessivo.

Buenos Aires …ti adoro!

Di seguito inserisco alcuni link utili:

prenotare un appartamento all’Hotel Piedras  http://www.piedrassuitesbuenosaires.com/ppc/?gclid=CInUuoXY7q8CFUFO3wodoDG68A

prenotare lezioni di tango alla Scuola di ballo Mariposita http://mariposita.com.ar/ing/home.html

vedere il calendario degli spettacoli al Centro Cultural Borges  http://www.ccborges.org.ar/

prenotare i biglietti del Centro Cultural Borges: http://www.plateanet.com/

orari di apertura o visita interattiva del Museo Casa Gardel: http://www.museocasacarlosgardel.buenosaires.gob.ar/

ballare in una milonga: http://www.milonguitabaile.com.ar/

acquistare spartiti – anche online – alla Biblioteca del Musico: http://www.bibliotecadelmusico.com/

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